PORSCHE 911 2.0 S -CARBURATORI-


Marchio : PORSCHE
Modello : 911 2.0 S -CARBURATORI-
Anno : 1967
Documenti: Certificato d’origine Porsche

Nella seconda metà degli anni cinquanta la Porsche 356 iniziava a sentire il peso degli anni. Il motore 4 cilindri boxer raffreddato ad aria era nato nel 1948 con cilindrata di 1.131 cm³ e 40 CV di potenza, ed era derivato, come altre componenti dell’auto, dalla Volkswagen Maggiolino.
Il vecchio 4 cilindri aveva raggiunto il massimo del suo potenziale di sviluppo con la versione 2.0 Carrera GS da 130 CV.
Per la progettazione della nuova vettura Ferry Porsche si occupò della parte tecnica, affidando l’innovazione stilistica al figlio Ferdinand Alexander Porsche soprannominato dai suoi familiari “Butzi”. Le linee guida decise a priori comportavano il mantenimento dell’impostazione tecnico-stilistica della “356”, con il motore boxer raffreddato ad aria e montato posteriormente, ma con un’abitabilità sufficiente a ospitare 4 persone. La costruzione in serie di una tale vettura, avrebbe consentito alla Porsche di entrare nel mercato delle Gran turismo “due litri”, con un prezzo concorrenziale rispetto ai modelli costruiti artigianalmente da molti carrozzieri italiani, su meccaniche Alfa Romeo, Fiat e Lancia.
Lo sviluppo tecnico non diede gravi difficoltà e la nuova meccanica, incluso l’inedito 6 cilindri boxer, era pronta già nel 1961.
Problemi maggiori derivarono dalla definizione della carrozzeria. La soluzione trovata da Butzi alla fine del 1959, il prototipo “T7” (in seguito anche denominato “754”), non convinceva e le varie modifiche non riuscirono a trovare la giusta soluzione tra l’eleganza dell’aspetto e la necessità di ottenere il richiesto spazio per passeggeri dei sedili posteriori.

Un lungo lavoro di affinamento portò alle soluzioni più disparate e bizzarre, finché Butzi si vide costretto ad abbandonare l’iniziale punto programmatico dei 4 posti e ripiegare sulla configurazione 2+2, che consentiva di mantenere la linea di cintura iniziale, raccordando il padiglione con il cofano motore in una sola curva.
Identica soluzione stilistica era stata adottata, nel 1960, da Franco Scaglione per la “356 Carrera Abarth” che, insieme alla “T7”, può essere considerata la progenitrice della futura “911”.
L’aspetto estetico risultò subito molto equilibrato e, ancor più la parentela stilistica con il modello “356”. Per la nuova vettura venne scelta la sigla commerciale “901” e il primo esemplare costruito, di colore giallo, fu presentato al Salone dell’Automobile di Francoforte del 1963, ottenendo buoni apprezzamenti dal pubblico e dalla stampa specializzata.
La commercializzazione della nuova “901”, avviata all’inizio del 1964, fu subito ostacolata dalla diffida della Peugeot ad usare quella sigla, poiché depositaria di tutti i numeri a tre cifre con lo zero al centro da utilizzare per i suoi modelli. La Porsche fu quindi costretta a modificare la sigla in “911” a partire dal 10 novembre 1964. Marchiati “901” furono soltanto i primi 82 esemplari già venduti, quasi tutti allestiti in maniera artigianale, dato che la produzione di serie ebbe inizio il 14 settembre di quell’anno.

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